martedì 8 maggio 2012
Trovo sempre incredibile...
... mangiare mentre sono affamato e volerne ancora ed ancora, ma se prendo la razione giusta e mi fermo, dopo 15 minuti sono sazio.
Ve l'ho scritto tante volte ma la cosa mi stupisce sempre: la mente ha il segnale di sazietà molto dopo le "misure" ed i "pesi" che si è data come riferimento.
Giuseppe
lunedì 7 maggio 2012
Notizia di servizio
Anche oggi sono andato in piscina.
E per facilitarmi l'andarci la prossima volta ho svuotato subito la borsa e steso tutto cio' che era bagnato.
Sempre 32 vasche. Non ho voluto strafare. La fatica la sento ugualmente.
Vi aggiorno a presto !
Giuseppe
martedì 1 maggio 2012
Ritorno in piscina
Da quattro mesi non andavo in palestra.
Che peccato ! Avere pagato 600 euro ed esserci stato solo 5 volte.
Anche 2 anni fa era stato cosi': avevo pagato un mese e ci sono andato pure 5 volte.
Sembra che questo numero sia maledetto.
Quando manchi per cosi' tanto tempo hai paure irrazionali in testa: che la gente ti metta pressione, ti dica "dove sei stato?" e tu ti vergogni anche di esistere.
No, non puo' essere cosi' a quasi 40 anni suonati !
Due settimane fa mi sono fatto fare il certificato medico per recuperare un mese. Una settimana fa l'ho portato e stavo per entrare ma l'orario della mia lezione iniziava dopo 90 minuti ed io dovevo tornare a casa.
Cosi' stavo nuovamente per rimandare ma oggi, ho preso la borsa con il costume e tutto l'armamentario e mi sono messo in macchina.
Per tutto il tragitto ho avuto una forte ansia ed una vocina diceva "torna indietro, torna indietro". Io invece ho accelerato.
Sono arrivato con largo anticipo, mi sono spogliato et voilà, sono entrato in vasca.
Qualche problema lo hanno dato le scalette. Milioni di euro spesi in questo centro e queste sono cosi' scadenti e non fissate in fondo che quando mi metto si piegano fino quasi a rompersi. Mi sono terrorizzato.
L'ho detto in segreteria ma sono certo che faranno orecchie da mercante. Per questo motivo, la prossima settimana, scrivero' una raccomandata dove avverto l'amministratore del problema. Nel caso mi dovesse accadere qualcosa, io avro' fatto la mia parte.
Entrando in vasca nella mia testa c'erano le parole "devi dare del tuo meglio, devi faticare, etc. etc". Me ne sono fregato ed ho detto: "questa volta devi divertirti, nuota lentamente e non farti prendere dalla smania di fare il superuomo". Cosi' è stato. 32 vasche + 2 di defaticamento ed ho smesso.
Una volta uscito mi sentivo stanco, specialmente le braccia, ma ero orgoglioso di quello che avevo fatto e non stremato da insulsi concetti che uno si debba ammazzare di fatica. Qui si tratta di correre una maratona di sport lunga una vita ed io sto appena mettendo le mie "gambine" in acqua. Per l'agonismo ci sarà tempo, se mai accadrà.
Vado a letto, è tardi ma come sempre sono stato sincero con voi. Ormai non mi vergogno più dei miei tempi eonici, degli errori, delle fughe, delle sensazioni di ansia. Chi mi legge deve sentire una persona reale e vedere che dentro se è un po' uguale a me.
Vi abbraccio.
Giuseppe Chillemi
domenica 22 aprile 2012
Ho letto un libro
Mi piace leggere libri sul disturbo alimentare. All'inizio erano quelli più semplici, ora i più complicati basati su studi di psicologia e psichiatria.
Ne ho appena finito uno di Sassaroli, una terapeuta il cui suo primo libro mi illumino. Quello attuale parla di "Control and Worry" nei disturbi alimentari. Ossia "Controllo e Preoccupazioni".
Il testo ci racconta come i soggetti affetti da patologie come l'anoressia e la bulimia siano costantemente preoccupati del proprio aspetto e desiderano controllarlo come scopo esistenziale sino a diventare un'ossessione. Peccato che poi il controllo si perda e sfoci nelle abbuffate compulsive.
Nei successivi capitoli si introducono i modelli di cura: dalla terapia di gruppo a quella dinamica, sino ad arrivare all'uso ed efficacia dei farmaci psicoattivi. Sembra che per la bulimia ed il dinge eating disorder gli antidepressivi siano efficaci nel ridurre i sintomi. Per l'anoressia si è ancora in alto mare.
Notevole è leggere di come i pazienti facciano strenua resistenza e si debbano dividere in "da ospedalizzare", "intrattabili" e quelli invece motivati al cambiamento (solitamente chi si abbuffa e vomita o si purga). Gli anoressici sono ai primi posti fra i disturbi psichiatrici più difficili. Vivono nel proprio mondo dove il controllo del peso e di ogni angolo del corpo in cerca di grasso è una questione centrale. Sono strenuamente oppositivi e la dialettica con loro non funziona: si svegliano ogni mattina come se nessuno avesse parlato con loro, come se ci fosse tabula rasa di quanto detto il giorno prima. E se ricordano qualcosa, sono tutti nemici del loro obbietivo quelli che hanno proferito parola.
I libri "semplici", che portano speranza solitamente non trattano questi temi. Professano la "guarigione" ma a quanto pare molti non guariscono, specialmente se presi in tarda età.
Io ho iniziato 10 anni fa a curarmi e solo ora riesco a vedere un po' di luce in fondo al tunnel.
Prego nel mio cuore per tutti quelli che soffrono ed ancora non hanno preso in mano il timone della loro vita.
Giuseppe Chillemi
venerdì 6 aprile 2012
Quale fame ci guida ?
Continua l'osservazione dei sentimenti che muovono il mio corpo e la mente nel richiedere cibo.
Sembra che ci siano due tipi di fame: "La fame fisica" - "La fame emotiva/mentale".
La prima appare quando non mangio da lungo tempo. Si manifesta con i crampi allo stomaco, il gorgoglio, un senso di vuoto nella parte addominale. Si sazia con qualsiasi cosa dopo 15-20 minuti dall'inizio.
La seconda appare quando gli pare e piace a lei. Quando sono stressato,quando sono felice, quando vedo alimenti in TV, quando sono ansioso, quando sono triste, nell'apatia. Questa fame si sazia con cibi grassi, calorici e molto appetitosi per la mente. Spesso porta alle abbuffate da 2000/3000 calorie che finiscono quando la testa comunica "Ok, abbiamo raggiunto l'orgasmo mentale, possiamo finire". E' più forte del segnale addominale di "stomaco pieno" e lo sovrasta.
A volte, quando non si mangia da tempo, c'e' un corto circuito: fame mentale e fame fisica si sovrappongono e nascono quelle scorpacciate dopo di cui ci si sente in colpa e si vuole abbandonare qualsiasi forma di dieta.
Conscio di tutto questo, quando mi trovo in cucina, ormai mi chiedo: cosa vuoi saziare ? La mente o il corpo ? Cosi' faccio una scelta volontaria fra cibi calorici e cibi salutari. Ora ho la consapevolezza piena che anche i secondi saziano (con un po' di attesa) e posso pure sceglierlo.
Ricollegando tutto, ora capisco perchè sia meglio mangiare prima le verdure e la frutta, fare pezzi piccoli di tutto e riporre le posate in tavola fra un boccone e l'altro. Serve trascorrere il tempo affinche il segnale di "pieno" a raggiunga la mente.
Sento dentro me di potercela fare.
Giuseppe Chillemi
PS: Ho rivisto il messaggio per accorgemi di avere usato troppi "Quando". Me ne frego e ve lo posto ugualmente. Penserete che io sia un caprone in italiano :)
Sembra che ci siano due tipi di fame: "La fame fisica" - "La fame emotiva/mentale".
La prima appare quando non mangio da lungo tempo. Si manifesta con i crampi allo stomaco, il gorgoglio, un senso di vuoto nella parte addominale. Si sazia con qualsiasi cosa dopo 15-20 minuti dall'inizio.
La seconda appare quando gli pare e piace a lei. Quando sono stressato,quando sono felice, quando vedo alimenti in TV, quando sono ansioso, quando sono triste, nell'apatia. Questa fame si sazia con cibi grassi, calorici e molto appetitosi per la mente. Spesso porta alle abbuffate da 2000/3000 calorie che finiscono quando la testa comunica "Ok, abbiamo raggiunto l'orgasmo mentale, possiamo finire". E' più forte del segnale addominale di "stomaco pieno" e lo sovrasta.
A volte, quando non si mangia da tempo, c'e' un corto circuito: fame mentale e fame fisica si sovrappongono e nascono quelle scorpacciate dopo di cui ci si sente in colpa e si vuole abbandonare qualsiasi forma di dieta.
Conscio di tutto questo, quando mi trovo in cucina, ormai mi chiedo: cosa vuoi saziare ? La mente o il corpo ? Cosi' faccio una scelta volontaria fra cibi calorici e cibi salutari. Ora ho la consapevolezza piena che anche i secondi saziano (con un po' di attesa) e posso pure sceglierlo.
Ricollegando tutto, ora capisco perchè sia meglio mangiare prima le verdure e la frutta, fare pezzi piccoli di tutto e riporre le posate in tavola fra un boccone e l'altro. Serve trascorrere il tempo affinche il segnale di "pieno" a raggiunga la mente.
Sento dentro me di potercela fare.
Giuseppe Chillemi
PS: Ho rivisto il messaggio per accorgemi di avere usato troppi "Quando". Me ne frego e ve lo posto ugualmente. Penserete che io sia un caprone in italiano :)
mercoledì 28 marzo 2012
Sempre più cosapevole
Ciao Visitatori,
è da un po' di tempo che vi tedio con la storia dell'attendere un quarto d'ora ma continuo sullo stesso tema.
Come una rivoluzione, sembra che la mia mente si stia convincendo che qualsiasi cibo, dopo 15 minuti porta sazietà.
Anche durante un'abbuffata c'e' questa consapevolezza.
Cosi' mi capita di iniziare a mangiare golosamente e dirmi dopo 5 minuti: "Fosse per te mangeresti per altri 10 prima di dirti - sono sazio-" invece puoi finire ora e fra 10 minuti lo sarai comunque.
Allo stesso modo inizio a mangiare verdure e cibi "sani" che la mia mente solitamente rifiuta dicendomi "non ti sazieranno mai" e la vocina ripete: sono cibi come tutti gli altri e fra poco ti sentirai pieno.
E' un cambio epocale. Sentire i segnali dello stomaco invece di quello che riporta la mente malata.
Questa consapevolezza mi rende sempre più forte.
Giuseppe Chillemi
lunedì 19 marzo 2012
Bilancia ferma, una buona notizia !
Mi sono pesato questa settimana, al ritorno dal viaggio fatto.
La bilancia è ferma allo stesso livello da oltre un anno.
Questa è una buona notizia. Ricordate che vi ho raccontato che ogni anno prendevo in media 10 Kg ?
Mia sorella mi ha fatto mangiare bene e per bene intendo con tante verdurine e frutta. Io ho cercato di proseguie questo stile di alimentazione alternando successi ad insuccessi. Ho comprato gli alimenti giusti per cuocerli o mangiali crudi all'occorrenza. Non soddisfano la mente ingorda come quelli errati ma occorre abituarsi.
Gli attacchi di fame ci sono ma il più delle volte faccio trascorrere quel fatidico quarto d'ora con la consapevolezza che tutto cambierà i me, che quella strategia è un successo.
Nello scorso post ho scritto dei metodi alternativi insegnatimi. Ancora non li ho applicati ma me lo ricordero' nei prossimi giorni.
Certo che le cose della vita partono e poi è difficile fermarle. Questo comportamento alimentare si è radicato quando ero piccolo e risolvevo lo stress ed i traumi con il cibo ed ora la mente lo ripresenta come efficace ogni volta che sto psicologicamente male.
Riconoscere le emozioni, problem solving ed andare avanti nonostante tutto ti dica di no, come gettarsi nel fuoco e scoprire che non era fuoco ma solo un'illusione. Questa è la chiave di tutto.
Giuseppe Chillemi
La bilancia è ferma allo stesso livello da oltre un anno.
Questa è una buona notizia. Ricordate che vi ho raccontato che ogni anno prendevo in media 10 Kg ?
Mia sorella mi ha fatto mangiare bene e per bene intendo con tante verdurine e frutta. Io ho cercato di proseguie questo stile di alimentazione alternando successi ad insuccessi. Ho comprato gli alimenti giusti per cuocerli o mangiali crudi all'occorrenza. Non soddisfano la mente ingorda come quelli errati ma occorre abituarsi.
Gli attacchi di fame ci sono ma il più delle volte faccio trascorrere quel fatidico quarto d'ora con la consapevolezza che tutto cambierà i me, che quella strategia è un successo.
Nello scorso post ho scritto dei metodi alternativi insegnatimi. Ancora non li ho applicati ma me lo ricordero' nei prossimi giorni.
Certo che le cose della vita partono e poi è difficile fermarle. Questo comportamento alimentare si è radicato quando ero piccolo e risolvevo lo stress ed i traumi con il cibo ed ora la mente lo ripresenta come efficace ogni volta che sto psicologicamente male.
Riconoscere le emozioni, problem solving ed andare avanti nonostante tutto ti dica di no, come gettarsi nel fuoco e scoprire che non era fuoco ma solo un'illusione. Questa è la chiave di tutto.
Giuseppe Chillemi
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