giovedì 11 dicembre 2008

Pensieri positivi

Enrica mi chiedeva di iniziare a pensare positivo nel suo blog ed io mi domando: che mi costa ?
Oggi sono cambiate tante cose nella mia mente ed in particolar modo ho capito che le premesse generano le conseguenze. Se la premessa è negativa, allora la conseguenza userà questa interpretazione per essere spiegata.
Ne segue da se che una premessa positiva diventa la chiave per una vità più felice.

Allora diventa d'obbligo pensare alcune cose:
  • Sono io che do un senso alla giornata
  • Il più grande nemico della mia felicità sono i pensieri negativi a cui sono attaccato
  • Una speranza è il seme che darà la radice ad una nuova vita
  • Essere positivi non ha alcun costo se non il peso di dirsi che la negatività di cui ci pervadiamo è errata.
Bando alle ciance e basta filosofeggiare. E' tempo di domandarmi quali azioni mi renderanno felice:

  • Non essere oppresso da mille doveri ed impegni che non fanno più parte della mia vita. Le svolte ed i cambiamenti preceduti dalle decisioni saranno la chiave della felicità.
  • Dire quello che sento, positivo o negativo che sia; essere assertivo.
  • Stare un po' con le persone e non chiudermi in casa a fare il guru solitario. La socialità è la base per una vita migliore.
  • Andarmi ad iscrivere in piscina e nutare libero come mi è sempre piaciuto fare e sperare di incontrare qui gente che non abbia la puzza sotto il naso.
  • Avere vicino persone che condividano i miei stessi pensieri cosi' come aver persone che non li condividano ma siano aperte al dialogo.
  • Riuscire a togliermi alcuni debiti che l'avviamento della mia azienda ha portato.
I dettagli di come agire, li scrivero' in seguito.

Domani appena alzato dirò "buongiorno mondo e grazie per avermi dato un'altra giornata di cui godere. Farò del mio meglio perchè sia di pace e serenità"

Giuseppe Chillemi

mercoledì 10 dicembre 2008

Il fantasma

Guardavo la TV quando improvvisamente è arrivato qualcosa di angosciante...
Mi son chiesto cosa stesse succedendo, da dove provenisse.
Allora mi sono ricordato di lui: è l'ombra; l'ombra dei miei momenti bui, l'ombra di quando ero un giovane ragazzo pieno dei miei problemi e chiuso in casa a mangiare.
Avendolo riconosciuto gli ho detto: "non mi fai paura, tu sei il passato e non il mio presente".
Non si è arrabbiato, non si è scomposto, mi ha chiesto solo qualcosa da mangiare ma io non l'ho ascoltato. Il fantasma si è quindi limitato a farmi un po' di compagnia e poi è andato via. Come lo zingaro che ti chiede qualche soldo e se non lo accontenti dopo un po' scompare.

Giuseppe Chillemi

Primo Round: Giuseppe 1 - Diavolo 2

Putroppo ieri notte non riuscivo a dormire ed ho fatto scorpacciata di due panini per potermi "sedare".
Non mi importa e non mi lascio demoralizzare. Questà e' un'altra regola di Villa Garda: se qualcosa va male non mollare tutto, è solo un attimo e passerà.

In compenso ho di molto rallentato la velocità dei pasti. Le 20 masticate ormai le faccio costantemente ad ogni boccone e non sono nemmeno pesanti.

Ora vado a passare un po' di tempo facendo l'albero di natale e preparando il sugo per la cena.

Giuseppe Chillemi

martedì 9 dicembre 2008

Oggi è venuto a trovarmi il diavolo

Che fosse una giornata "no" l'avevo visto da come mi ero svegliato. Già mi conosco e so bene che se i pensieri del mattino sono organizzati in una certa maniera, allora quello sarà il principio di un malessere psicologico duraturo.

Pomeriggio, puntuale come una sveglia, verso le 6 il mio demone è arrivato: "Mangiare, Mangiare, Mangiare"; quanto più è possibile e nel più breve tempo possibile.

Stavolta ho adottato la strategia del drogato che vuole uscire dalla tossicodipendenza: drogati ma in maniera minore che la volta precedente. Sono entrato in un bar, ho preso un pezzo di tavola calda e l'ho mangiato lentamente con le solite 20 masticate per boccone; poi sono uscito fuori ed ho fumato una sigaretta sulla moto. Il risultato ? Al demone ho detto "questo ti basta" e lui se ne è andato via soddisfatto e mi ha lasciato in pace sino a cena.

Ora si avvicina Natale e la maledetta parola "dieta" sembra volere apparire nella testa. Se ben ricordo, l'anno scorso, non ho preso nemmeno un kilo mangiando come volevo perchè alla fine i pasti sono stati equilibrati nell'arco della settimana. Se mangi uno o due giorni qualcosa in più e poi ritorni a mangiare normalmente, quei giorni non conteranno nulla nel bilancio globale.

Mi inizio a rendere conto che "dieta" è una parola depressiva. La dieta fa ingrassare perchè poi hai bisogno di qualcosa che ti tolga da questa depressione.

Giuseppe Chillemi

lunedì 8 dicembre 2008

Il divertimento

Pomeriggio sono stato con i miei cugini a giocare a carte.
Cosa importa in un blog alimentare ?
Importa eccome ! Perchè quando ti diverti a mangiare non ci pensi e la tua testa è calma e piena di altri pensieri piacevoli.
Il "trovasi da fare" è uno dei punti importanti del programma di "Villa Garda" dove ti dicono che una vita vuota e prima di amici e di impegni è un elemento pericoloso perchè ti impone di stare in casa dove c'e' il tuo fantasma: la solitudine ed il cibo.

Mi ricordo quando ero in piena depressione clinica. Quella depressione che ti impedisce anche di vivere e ti ossessiona con certi pensieri. Quando la sera prima stavo in compagnia, la mattina successiva mi alzavo molto prima e passavo un giorno di qualità decisalmente migliore.

E' essenzialmente vero che "siamo animali sociali", come qualcuno ha detto.

Allora via gli impegni troppo gravosi, via il fare i superuomini e le superdonne. Meglio una vita semplice che una vita che ti porterà sicuramente al camposanto prima degli altri.

Giuseppe Chillemi

domenica 7 dicembre 2008

L'ABC

E' domenica, e come ogni fine settimana il pranzo è stato abbondante.
Nulla di male e nulla di cui "pentirsi" come facciamo spesso noi obesi. Il pentimento è l'inizio di una colpa, la colpa è l'anticamera dello star male che è il principio di sentirsi inadeguati che finisce tutto nel passare giorni dove ci si sente inetti e si mangia per colmare il vuoto.

Oggi ho mangiato e mi sono gustato il cibo. Niente ingurgitate iper-rapide ma 20 sane masticate per ogni pezzo di mangiare che ho messo in bocca. Come mi hanno insegnato a Villa Garda, dove sono stato ricoverato.
Masticare lento e fare che il pasto duri almeno 20 minuti affinchè i segnali di sazietà arrivino al cervello. In quei venti minuti puoi mangiare 1000 o 10.000 calorie ma non sarai mai sazio per via di questo meccanismo e dei suoi tempi.

Pomeriggio sarà tempo di merenda. E' frustrante non mangiare ogni volta che se ne ha voglia ma se consumi i 5 pasti giornalieri, sarà improbabile che mi venga fame improvvisa. Si chiama alimentazione meccanica e serve a rieducare il nostro corpo al ritmo naturale.

Non fare "compensazioni". Se hai mangiato di più, non importa. E' essenziale il ritmo ed anche se ti senti ancora pieno, all'orario della merenda si fa merenda, all'orario di cena tu ceni.

Il peso varia durante la settimana e bisogna salire su di questa 1 sola volta ogni 7 giorni. Non 20 volte in un giorno.

Non sognare di diventare Mister o Miss Italia. Traguardi raggiungibili e ben definiti, che si possono mantenere nel lungo periodo.

Questo e' l'ABC del vivere in maniera equilibrata per noi i quali il cibo è diventato amico, confidente, ansiolitico e toccasana.

Il "DEF" lo scrivero' nel prossimo post e riguarda: i motivi, la motivazione, come cavalcare la propria tigre, avere sempre cibi di emegenza in casa, come fermare un attacco di fame ed il tenere un diario giornaliero che ci aiuti a comprendere i momenti no.

Giuseppe Chillemi

L'ecosistema in cui viviamo

Tutti noi siamo circondati da persone e mezzi di comunicazione che ci inviano messaggi. Questi possono essere non verbali o verbali, fatti di azioni o di silenzi.
Ho chiamato tutto cio' "l'ecosistema in cui viviamo", l'ecosistema che ci condiziona e ci spinge a dare interpretazioni sulla vita e su noi stessi.

Personalmente, solo di recente, sono riuscito ad avere un poco di controllo sul mio ecosistema ma se devo giudicarlo, gli do un giuizio molto semplice e diretto: "Deleterio".

Sono abituato da una vita a sentire gente denigrarmi, anche pesantemente, e palesarmi: morti improvvise, mancanza di sessualità, vita in solitudine, assenza di donne, gravi malattie etc. etc. Quasi tutto si è avverato ma è accaduto grazie alla magia della comunicazione che rende reale quello che prevede.
Se tu ad un adolescente lo deprimi con le tue parole, quell'adolescente sviluppera una patologia e manterrà e rinforzerà quella patologia ogni volta che presenti quella forma di comunicazione che è diventata un simbolo negativo.
Il senso di una grande inadeguatezza che si crea in me genera un maledetto meccanismo: inadeguatezza -> doveri -> frustrazione -> cibo. In pratica, tutti gli sforzi che gli altri fanno per farmi dimagrire, paradassalmente, mi fa aumentare di peso.

In pratica ricadiamo nel paradosso delle previsioni che si autoavverano.

Per una vita ho risposto alle persone col silenzio assenso per dargli ragione, mentre dentro di me montava una rabbia fortissima e volevo urlare. Ora vorrei rompere questo circolo ed iniziare la mia ribellione e guerra personale che deve portare a cambiare l'atteggiamento degli altri verso di me.

Questo significa non più silenzi quando gli altri "consigliano" e ti dicono quanto sia bello essere magro ma rispondere attivamente e dire:

  • "perchè invece di dirmi che sono grosso, e farmi sentire inadeguato, non trovi qualcosa di bello da dirmi e mi dai solo un messaggio positivo".
  • Perchè non ti fai gli stracazzi tuoi ? (Ok, l'ho scritto di rabbia e di impulso)
  • dire a se stessi "io so che questa persona prima o poi mi dira qualcosa sul mio peso" - "io posso rispondere a questa persona riducandola
  • La rieducazione nasce dalla domanda "ma tu conosci e sei esperto del problema che si cela dietro ai disturbi alimentari ?
  • E poi: hai visto risultati positivi dalle tue parole verso la mia persona ?

C'e' anche un altro approccio, più difficile ed è quello del pensiero attivo contrapposto al pensiero passivo e quando qualcuno ci parla dire a se stessi:

  • costui lo vuole fare per il mio bene;
  • io so che mi sentiro' male;
  • posso dire che mi da fastidio, è un mio diritto non ricevere questa forma di tortura;
  • Io sono una persona che vale e costui mi sta facendo sentire una merda; quindi ricordarmi di tutti i motivi per cui io valgo.
Finito, anche oggi ho buttato tutto il veleno che avevo in corpo.

La prossima volta parleremo di PENSIERO POSITIVO e MANGIARE LENTO, oltre che di un bel consiglio letto nel blog di Enrika.

Giuseppe Chillemi